Domande Frequenti

In cosa consiste e quanto costa la manutenzione di un impianto ad Osmosi Inversa?

La manutenzione ordinaria di un impianto ad Osmosi Inversa consiste principalmente nella sostituzione di pre-filtri ed eventuali post-filtri dell’impianto. Solitamente si va a sostituire il filtro a sedimenti e il filtro a carboni attivi. In base al tipo di impianto è possibile eseguire altre operazioni atte a mantenere in efficienza l’intero sistema come ad esempio la disincrostazione della pompa o la calibratura della pressione d’esercizio. Tutto questo è importante al buon funzionamento dell’impianto ed utile ad allungare la vita dello stesso ma è la cosiddetta Sanificazione o Sanitizzazione che diventa fondamentale per mantenere elevata la qualità dell’acqua prodotta. In ambito domestico non vi è nessuna legge in merito ma rimane al buon senso dell’utilizzatore effettuare tale operazione, in ambito di bar e ristoranti diventa invece obbligatorio rispettare determinate procedure. I costi per una manutenzione ordinaria comprensiva di uscita tecnico e lavoro di sanitizzazione eseguito da personale preparato si aggirano sui 130-170 €; questo vale per un recente impianto ad Osmosi Inversa ad uso domestico, manutenzione che solitamente avviene ogni 9-12 mesi, discorso diverso per gli impianti di bar e ristoranti. Da notare come questi costi possono variare considerevolmente nel caso la manutenzione ordinaria venga affiancata ad un'estensione di garanzia o altri servizi aggiuntivi.

 

Ogni quanto devo cambiare le Membrane Osmotiche? Cosa costano?

Le Membrane Osmotiche, ovvero il cuore di un impianto ad Osmosi Inversa, hanno una durata molto variabile in funzione della qualità dell’acqua da trattare, la frequenza di manutenzione, la pressione di funzionamento (in relazione anche al fattore di scarto). Da precisare che le Membrane Osmotiche sono materiale consumabile e quindi non si danneggiano improvvisamente ma perdono la loro efficienza con il tempo. Il costo di una Membrana Osmotica varia in funzione delle dimensioni, in ambito domestico si usano solitamente Membrane Osmotiche che hanno un costo tra gli 80 e i 120 €, e all’interno di un impianto è possibile trovarne una, due o tre.

 

Quanto dura in media un impianto ad Osmosi Inversa?

Non c’è una durata media, la vita di un impianto ad Osmosi Inversa è fortemente dipendente dal tipo di acqua da trattare. Ad ogni modo le parti più soggette a rottura sono le parti meccaniche come pompa e pressostati oltre alle parti consumabili come le Membrane Osmotiche.

 

Anche nei Bar e Ristoranti distribuiscono acqua Osmotizzata?

No, tipicamente le attività commerciali installano filtri a Microfiltrazione per poter avere a disposizione quantitativi d’acqua sufficienti al loro fabbisogno. Ovviamente così facendo sarà necessario trovarsi nelle condizioni di avere a disposizione un’acqua di acquedotto di qualità medio-alta.

 

Posso utilizzare un filtro per bere l’acqua del pozzo?

In caso di acqua di un pozzo deve prima di tutto essere l’ente predisposto, solitamente l’ASL, ad effettuare un’analisi preventiva per poter dare la potabilità. Sappiamo inoltre che la qualità dell’acqua del pozzo, a differenza di quella dell’acquedotto, è spesso soggetta a forti variazioni dovute a molteplici fattori. In questi casi, per poter utilizzare l’acqua del nostro pozzo, sarebbe buona norma installare un impianto, scelto in base alle esigenze che vengono evidenziate dall’analisi.

 

Quali parametri dell’acqua del rubinetto mi conviene far analizzare?

Parlando di acqua del rubinetto dovremmo partire dal presupposto che essa è regolarmente controllata e quindi possiamo, almeno per quanto riguarda la carica batterica, evitare un’analisi. Ci sono comunque altri parametri da far analizzare per valutare se è necessario installare un’impianto di trattamento e quale possa essere il più idoneo. Conducibilità elettrica, Ph, concentrazione di Nitrati sono alcune analisi che si possono fare molto rapidamente, mentre per altri parametri o dettagli precisi bisogna affidarsi ad un’analisi di laboratorio con un conseguente aumento di tempi e costi. Questo non toglie che l’acqua, specialmente se usata per scopi alimentari, deve essere insapore, incolore, inodore.

 
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